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Il mendicante riuscì ad aprire lo scatolone. Con meraviglia, incredulità ed euforia vide che lo scatolone era colmo d'oro.
Io sono quello sconosciuto che non ha niente da dare e che dice di guardare dentro. Non dentro un qualsiasi scatolone, come nella parabola, ma in qualcosa di ancora più vicino: dentro di voi.
«Ma io non sono un mendicante» è l'osservazione che molti faranno.
Coloro che non hanno trovato la loro vera ricchezza, che è la gioia radiosa dell'Essere e la pace profonda e incrollabile che l'accompagna, sono mendicanti, anche se possiedono una grande ricchezza materiale. Cercano all'esterno scampoli di piacere o appagamento, conferme, sicurezza o amo-re, mentre hanno dentro di sé un tesoro che non soltanto include tutte queste cose ma è infinitamente più grande di tutto ciò che il mondo possa offrire.
Il termine illuminazione evoca l'idea di qualche impresa sovrumana, e l'ego vuole che resti così, ma è semplicemente lo stato naturale di unione con l'Essere che sentite. È uno stato di sintonia con qualcosa di incommensurabile e di indistruttibile, qualcosa che in modo quasi paradossale è essenzialmente voi eppure è molto più grande di voi. Significa trovare la vostra vera natura al di là del nome e della forma. L'incapacità di percepire questa connessione dà origine all'illusione della separazione, da voi stessi e dal mondo che vi circonda. Allora ognuno di voi percepisce se stesso, consapevolmente o inconsapevolmente, come un frammento isolato. Nasce così la paura, e il conflitto interiore ed esteriore diventa la norma.
Mi piace molto la semplice definizione, offerta dal Buddha, dell'illuminazione intesa come «la fine della sofferenza». Non vi è nulla di sovrumano in questo, vero? Naturalmente, come definizione, è incompleta. Vi dice solamente ciò che l'illuminazione non è: non è sofferenza. Ma che cosa rimane quando non vi è più sofferenza? Il Buddha tace in proposito, e il suo silenzio implica che dovrete scoprirlo da soli. Utilizza una definizione negativa in modo che la mente non possa trasformarla in qualcosa in cui credere o in un'impresa sovrumana, un obiettivo impossibile da raggiungere. Nonostante questa precauzione, la maggioranza dei buddhisti ritiene ancora che l'illuminazione sia una cosa adatta al Buddha, non a loro, almeno non in questa vita.
dal libro il potere di adesso Eckart Tolle

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