Nel 1460 venne portato a Cosimo de’ Medici, Signore di Firenze, un manoscritto ritrovato in Macedonia e attribuito erroneamente a Hermes Trismegistus. Quest’opera, tradotta nel 1463 dal sacerdote e filosofo Marsilio Ficino, venne seguita dalle traduzioni di testi platonici che rivelavano un affascinante concezione del Cosmo. Secondo questa filosofia l’Universo converge verso l’Unità Divina ordinata secondo gradi di perfezione rappresentati dai cerchi concentrici delle sfere planetarie e celesti. Nell’uomo esiste un principio divino, l’Anima, che già durante l’esistenza terrena può condurlo alla contemplazione del Bene Supremo attraverso l’esercizio delle virtù e tramite la meditazione delle diverse entità angeliche.
Un altro importante aspetto filosofico implicava l’idea che l’universo si riflettesse in ogni cosa esistente. L’uomo era concepito come un “piccolo mondo”, un Microcosmo identico per struttura e contenuto al Macrocosmo. I filosofi del Rinascimento, a partire da Ficino, immaginarono elaborati sistemi di corrispondenze tra gli astri del firmamento e le diverse parti dell’organismo umano. Su questi presupposti avvenne la rivalutazione della magia, dell’astrologia e dell’alchimia, arte ermetica per eccellenza. Tali scienze avrebbero aiutato l’uomo a capire i segreti legami che mantengono unito l’universo e influiscono sul comportamento umano. Così le antiche divinità astrali, Saturno, Giove, Marte, Venere, Mercurio, il Sole e la Luna, tornarono a rivestire il ruolo di spiriti potenti e temibili a cui si potevano rivolgere preghiere e interrogazioni per conoscere la sorte degli uomini. Attraverso la costruzione di amuleti, lo svolgimento di particolari riti e la realizzazione di specifiche operazioni, l’uomo avrebbe potuto difendersi dalla potenza degli astri, celata anche nelle pietre e nei metalli, ottenendo la facoltà di catturarla e di servirsene per un’elevazione spirituale.
Alla filosofia ermetica si ispirò il poeta Ludovico Lazzarelli (1450 - 1500), autore di un’opera illustrata con figure tratte dai cosiddetti Tarocchi del Mantegna, il De gentilium imaginibus deorum e alle operazioni alchemiche fece riferimento anche l’anonimo autore dei Tarocchi Sola Busca (ca. 1490).
All’inizio del Cinquecento alcune immagini dei tarocchi, come la Luna e il Sole, vennero modificate sulla base dei trattati iconologici del tempo, e, mentre la figura della Torre si arricchì di contenuti biblici (La distruzione della casa di Giobbe), altre furono rese aderenti all’iconografia ermetica. Nella carte delle Stelle, infatti, è rappresentata l’origine astrale dell’anima secondo la concezione platonica, mentre nella carta del Mondo è raffigurata quell’Anima Mundi che, secondo Ficino, rappresenterebbe l’elemento mediatore tra l’uomo e Dio.
Fonte : http://www.letarot.it/index.aspx

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